Ricette con capesante

capesante

Capesante

Le capesante, note anche come pettini di mare o conchiglie di San Giacomo, sono molluschi bivalve presenti in tutti i mari italiani, prevalentemente tra i 20 e i 200 metri di profondità. Il nome scientifico è Pecten jacobaeus. In Europa si possono pescare nel Mar Mediterraneo, ma in Inghilterra, in Irlanda e in Scozia è più diffusa la specie Pecten maximus.
Mentre gli esemplari più giovani non hanno la possibilità di spostarsi e vivono connessi al fondale marino tramite dei filamenti, quelli adulti si muovono molto velocemente e possono percorrere anche elevate distanze senza mai fermarsi: ciò accade grazie alle loro valve, che tali molluschi aprono e chiudono rapidamente facendo fuoriuscire l’acqua.
Le capesante si caratterizzano per una valva inferiore convessa e una superiore piana, rispettivamente di colore chiaro e scuro. Possiedono occhi catadiottrici e in genere non superano le dimensioni di 15 centimetri. Si tratta, in aggiunta, di molluschi ermafroditi, la cui riproduzione avviene poco prima dell’inizio dell’estate, tra la fine di maggio e la metà di giugno.
La pesca delle capesante può essere effettuata in qualsiasi mese dell’anno, ma è consigliabile dedicarsi a tale attività tra giugno e agosto oppure nel corso del periodo invernale. Questi molluschi forniscono all’organismo numerose importanti sostanze nutrienti: sono infatti ricchi di vitamine, di sali minerali, di omega 3, di calcio e di sodio e, al tempo stesso, contengono pochissimi grassi.

Come pulire le capesante

Le capesante possono essere utilizzate per la preparazione di una serie di piatti gustosi. Alcuni preferiscono mangiarle crude, anche se si suggerisce in ogni caso di cuocerle per ragioni igieniche. Ad ogni modo, la pulizia delle capesante è un’operazione fondamentale per la bontà del risultato finale, ragion per cui deve essere svolta con la massima accuratezza. Bisogna procurarsi strumenti estremamente semplici da trovare, ovvero una ciotola, un coltello, sale grosso e dell’acqua. I molluschi in questione vanno lasciati nella ciotola riempita con acqua e sale per un periodo di tempo compreso tra la mezz’ora e l’ora. A questo punto si procede con il coltellino, preferibilmente appuntito, la cui lama va inserita all’interno della conchiglia per recidere il muscolo della capasanta. Il mollusco deve essere staccato e privato non solo della patina trasparente da cui è avvolto, ma anche della piccola parte scura. Bisogna poi procedere eliminando il muscolo, il quale è contraddistinto da una consistenza piuttosto gommosa. La parte così ricavata va sciacquata con attenzione e messa da parte. Si raccomanda di svolgere ogni fase dell’operazione con cura e meticolosità, in modo da realizzare piatti perfetti in tutti i dettagli.

Come conservare le capesante

Le capesante possono essere conservate, anche se si suggerisce di consumarle quanto prima possibile per godere pienamente del loro delicato sapore. Questi molluschi possono restare in frigo per un paio di giorni, ma qualora il tempo di conservazione debba essere più lungo i metodi consigliati sono il surgelamento e la salamoia: nel secondo caso, è sufficiente creare una soluzione di acqua e sale da cucina.

Capesante gratinate

Le capesante gratinate rappresentano un’ottima soluzione per gli antipasti delle occasioni particolari, ma anche semplicemente per i pranzi e le cene in compagnia. Questo piatto è semplice da preparare ed è davvero molto gustoso: contraddistinto da un lieve aroma speziato di timo e prezzemolo, può essere realizzato velocemente e consumato in ogni periodo dell’anno.
Tali molluschi, del resto, costituiscono un elemento tipico del menù della vigilia di Natale.
Per iniziare è necessario procurarsi gli ingredienti, ovvero sale, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, timo, pane, pepe nero e una scorza di limone, oltre naturalmente alla quantità di capesante che si ha intenzione di cucinare.
Per prima cosa è essenziale preparare la panatura, separando la mollica di pane dalla crosta e ricavandone dei piccoli cubetti. Questi ultimi vanno amalgamati con pepe, sale e olio con l’aiuto di un mixer. Al composto ottenuto con tale procedimento bisogna aggiungere il prezzemolo, il timo e la scorza di limone grattugiata, in modo da conferire al risultato un piacevole sentore aromatico. Il tutto va frullato fino a ottenere una panatura non solo omogenea e uniforme, ma anche leggermente umida: è infatti fondamentale che le capesante non risultino asciutte al palato.
La panatura deve essere distribuita sui frutti di mare senza eccedere. I molluschi vanno poi infornati e cotti alla temperatura di 180° per 15-20 minuti, fino a quando non si forma una gradevole crosta tra il verde e il dorato. A questo punto le capesante gratinate sono già pronte per essere servite a tavola, ma se lo si desidera possono essere conservate in frigo in un contenitore ben chiuso per non più di un giorno. Gli ospiti non potranno fare a meno di apprezzare un piatto tanto appetitoso, delicato e profumato. Ovviamente le spezie utilizzate per la realizzazione della panatura sono variabili a seconda dei gusti personali: ad esempio, oltre al prezzemolo e al timo si può adoperare anche la maggiorana. L’importante è stare attenti a bilanciare al meglio tutti gli ingredienti, così da valorizzare il sapore del mollusco senza nasconderlo.

Capesante ricette

Le capesante possono essere cucinate in vari modi, sia al forno sia in padella.
Nel primo caso le capesante al forno, a differenza di quelle gratinate, non vanno ricoperti con la panatura ma richiedono una salsina a base di olio, aglio e prezzemolo. Le capesante devono essere distribuite su una teglia apposita rivestita con carta da forno e ricoperte poi con il sughetto precedentemente preparato. Alcuni arricchiscono i frutti di mare con una piccola aggiunta di burro, che donerà al risultato finale una maggiore morbidezza. La salsina può eventualmente essere valorizzata tramite un po’ di pepe. Tale ricetta prevede una cottura in forno per 15 minuti a una temperatura di 180°, finché la superficie delle capesante non appare ben rosolata.

Le capesante in padella altro metodo che questi molluschi possono essere cotti: anche in questo caso c’è bisogno di pochi, semplici ingredienti, ovvero burro, aglio, prezzemolo, sale, pepe e succo di limone. In padella va sciolto il burro insieme all’aglio tritato, dopodiché bisogna aggiungere le capesante. Dopo circa 5 minuti i molluschi devono essere tolti dal fuoco e insaporiti con prezzemolo, limone, sale e pepe. Si tratta, com’è evidente, di una ricetta estremamente semplice per preparare le capesante in padella.

Davvero buone sono anche le capesante ripiene, per le quali è possibile scegliere una vasta selezione di ingredienti a seconda dei propri gusti personali. Molto gustose sono quelle con patate e gamberetti, i quali una volta pronti vanno inseriti nella conchiglia insieme al mollusco. In alternativa è possibile usare il salmone, oppure i calamari. Le soluzioni sono molteplici, ma la bontà del risultato è sempre garantita, in particolare se il piatto finito viene aromatizzato con del prezzemolo. La ricetta delle capesante ripiene è personalizzabile, qualora lo si voglia, con il pangrattato, che dopo la cottura in forno a 180° per circa 10 minuti risulterà croccante e dorato.

Come cucinare capesante

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Capesante surgelate

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