Come cucinare pesce orata

orata
L’orata è uno dei pesci più presenti nel Mar Mediterraneo, strettamente costiero dato che vive a distanze inferiori dei centocinquanta metri dalla costa. Ricco di proteine e di acidi grassi omega tre, fondamentali per la salute ed il benessere del cuore, è uno dei migliori pesci per chi pratica sport o per chi ha bisogno di tenere sotto controllo la quantità di calorie assunte.
L’orata, dal punto di vista gastronomico, è molto apprezzata, dato che si caratterizza per delle carni molto tenere e per una presenza ridotta di spine. E’ possibile cucinarla, seguendo una ricetta campana, all’acqua pazza, quindi lasciandola cuocere in acqua con un filo d’olio, magari con qualche pomodorino e un ciuffo di prezzemolo. Molto scenografica è l’orata al sale, in cui, dopo aver pulito accuratamente il pesce, è sufficiente infornare a forno preriscaldato coprendola interamente di sale grosso. Questo formerà un’unica crosta che si solleverà facilmente proprio prima di essere mangiata. C’è anche chi preferisce una semplice orata al forno, cotta solo con un filo d’olio extravergine di oliva ed accompagnata da pomodorini ed olive nere che daranno un ulteriore carica di profumo e sapore al pesce. L’alternativa, magari adatta ai gusti più difficili dei bambini, può essere quella di cuocerla al forno, ma in un letto di patate, che formeranno una crosta davvero molto gustosa.
Una ricetta piuttosto classica è quella di prepararla al cartoccio. Come? E’ molto semplice e richiede davvero poco tempo. Ovviamente l’orata va lavata ed eviscerata sotto abbondante acqua corrente, praticando un taglio nella parte bassa del ventre. Si comincia ritagliando un foglio di carta di alluminio, sufficientemente grande da avvolgere interamente il pesce un paio di volte. All’interno di questo foglio andremo a mettere un filo di olio extravergine di oliva, avendo cura di spargerlo sull’intera superficie e un trito composto da diverse spezie: qualche rametto di rosmarino, uno spicchio piccolo di aglio, sale, pepe nero appena macinato. Per aggiungere una nota di sapore e di gusto in più, il consiglio è quello di aggiungere anche lo zeste di un limone non trattato, ovvero la parte più superficiale della buccia, senza il bianco che risulterebbe amaro. Adagiamo il pesce nella carta di alluminio e avvolgiamolo bene, lasciandolo cuocere in forno preriscaldato a duecento gradi per almeno trenta minuti. Il foglio superficiale impedirà che si bruci la pelle del pesce, lasciandone inalterata la morbidezza e la delicatezza delle carni.